Wolksvagen: ecco come barano i tedeschi e non solo – Miwa Energia | Fornitura gas ed energia elettrica in Italia

Wolksvagen: ecco come barano i tedeschi e non solo

scandalo WolksvagenScandalo Wolksvagen sulle emissioni dei gas di scarico delle autovetture: la casa tedesca al centro della bufera. Germania sotto shock e vertici aziendali pronti alle azioni legali sebbene abbiano già confermato la propria colpevolezza. Ma il secondo colosso mondiale nella produzione di auto non è l’unico a barare sull’emissione dei gas di scarico delle automobili prodotte. Vediamo nel dettaglio cosa è successo e cosa succede nel mondo.

Lo scandalo Wolsksvagen sulle emissioni dei gas di scarico delle automobili americane è decollato in seguito alla denuncia dell’Environmental Protection Agency secondo la quale le centraline dei motori a 4 cilindri diesel della casa tedesca erano truccate in maniera tale da abbattere drasticamente le emissioni, che tornavano a livelli regolari a test conclusi. Ingegneria tedesca.

Ma il caso delle centraline programmate non coinvolge solo le emissioni Wolksvagen, piuttosto  un pò tutto il mondo delle case automobilistiche. I test da cui si ricavano questi dati sono inadeguati a descrivere i consumi reali di un’auto e le case automobilistiche conoscono e applicano almeno una ventina di trucchi per migliorare i risultati di queste prove. Tali prove vengono eseguite sia in laboratorio che su strada ma le tecniche utilizzate non sono adeguate ai tempi. Infatti “Il ciclo è stato concepito quando sul mercato c’erano vetture come la 2 cavalli e la vecchia 500, molto meno potenti, che avevano circa 20 cavalli. Quindi, fare un ciclo di test con una BMW da 400 cavalli significa che questa ne userò solo 20, massimo 30”, spiega l’ingegnere Enrico De Vita, esperto del settore. I dati sui consumi sono quindi falsati di più nelle macchine più potenti che consumano di più.

Esistono poi regole anomale che permettono le furbate dei costruttori. Nei test sulle emissioni non si misura l’energia consumata dagli accessori come l’aria condizionata e si misurano invece i consumi con alternatori staccati e modifiche ai freni per ridurre la resistenza. Senza entrare ancora di più in dati tecnici. Basti pensare che test indipendenti hanno rilevato consumi del 12% superiori a quelli dichiarati, cioè quelli realizzati secondo i metodi ufficiali previsti dalle normative.

Esiste un report dell’International Council on Clean Transportation che mostra come le case automobilistiche ‘barino’ quasi senza distinzione, con una crescita dei dati fasulli del 25% dal 2001 al 2011. Si tratte di marchi come:

  • BMW-Audi: consumi in media del 30% inferiori al reale
  • Mercedes, del 26%
  • Fiat, del 24%
  • Peugeot-Citroen, del 16%
  • Toyota, del 15%

Il mondo si impegna a ridurre le emissioni dei gas serra, come è successo clamorosamente di recente, ma spesso i problemi sono sotto gli occhi di tutti. Per fortuna, esistono possono esistere soluzioni elettriche. 

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