Il gas metano, l’Europa e il Medio Oriente – Miwa Energia | Fornitura gas ed energia elettrica in Italia
Il gas metano, l’Europa e il Medio Oriente

LA PRODUZIONE DI GAS NEL MONDO MEDIORIENTALE


La produzione di gas nel mondo, almeno quello più vicino a noi, è legato indissolubilmente al Mediterraneo. Crocevia di conflitti storici e inimicizie tra paesi confinanti, a metà tra guerre di politica e religione. E’ il Mediterraneo delle recenti scoperte di gas offshore, un nuovo potenziale polo di sviluppo e grandi opportunità. Il Mediterraneo culla della civiltà che ha visto la nascita di imperatori come Alessandro Magno in prossimità di quello che abbiamo sempre chiamato “Mare Nostrum”: il Mediterraneo di Roma. Cipro e la Grecia, il Libano e la Siria, Israele, la Turchia, l’Egitto, le nazioi arabe, tutti paesi del Medio Oriente accomunati da un destino di siccità ricorrenti, carestie, migrazioni di massa, pirateria e guerre resero queste regioni pericolosa e cronicamente instabili. Gli ultimi tre secoli hanno poi visto protagonista l’Europa nella conquista e colonizzazione di molti di questi stati, destabilizzandone gli equilibri.

L’attuale produzione di gas nel mondo occidentale e la relativa distribuzione negli stati europei appare sempre più instabile e legata alle sorti politiche delle nazioni medio-orientali. Iraq, Libia e Yemen sono ciclicamente attraversati da conflitti civili. Gli attriti tra Arabia Saudita e Iran si sono concretizzati in scontri tra sciiti e sunniti nella regione. Israele e Palestina sembrano essere sempre, irrimediabilmente lontani negoziati di pace per sancire una soluzione delle loro annose controversie. L‘Egitto combatte con una dura dittatura sempre più militarizzata. Il successo economico della Turchia è appannato dopo le recenti prese di posizione del regime Erdogan, dei separatisti e dei vicini bellicosi. La Siria rappresenta infine il focolaio con maggiori ripercussioni europee complice l’esodo continuo e consistente di rifugiati verso l’Unione Europea. 

giacimenti di gas Tamar e LeviathanNonostante gli equilibri precari che governano questa porzione di mondo, le nuove tecnologie in tema di produzione di gas ne nel mondo focalizzate proprio nell’area del Mediterraneo potrebbero generare nuovi scenari. Nuovi giacimenti di idrocuarburi sono stati rilevati e queste nuove scorte inaspettate potrebbero ricrivere la mappa energetica del Medio Oriente e dell’Europa. Tutto è nato almeno cinque anni fa quando le compagnie internazionali del settore energetico, impegnte nello sforzo di trovare nuovi giacimenti di petrolio e gas, ci sono riuscite. Il Mediterraneo resta dunque un crocevia energetico. Nel 2010 sono stati scoperti i giacimenti di gas Tamar e Leviathan all’interno delle acquee territoriali israeliane: si stima addirittura un quantitativo pari a 25 trilioni di piedi cubi di gas, un volume che li posizionerebbe tra i 30 maggiori giacimenti di gas del mondo, più grandi anche dei giacimenti nel Mare del Nord. Queste riserve di gas sono circa l’equivalente del consumo di gas di due anni dell’Europa. Lo U.S. Geological Survey stima addirittura che altri 122 trilioni di piedi cubi di gas naturale saranno forse scoperti nel Bacino di Levante, nel Mediterraneo orientale.

Si tratta di grandi speranze di autosufficienza energetica per i paesi del Mediterraneo orientale, i cui costi di trivellazione oscillano tra gli 80 e i 90. Costruire un gasdotto verso l’Europa comporterebbe invece costi tra i 15 e i 20 milioni. Negli Stati Uniti invece, le vicede energetiche potrebbero essere legate a una figura emergente che molti preferirebbero evitare.

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