Cosa unisce internet, Apple, Youtube e le energie rinnovabili nel 2015? – Miwa Energia | Fornitura gas ed energia elettrica in Italia

Cosa unisce internet, Apple, Youtube e le energie rinnovabili nel 2015?

Energie rinnovabili Apple YoutubeQuanti sono gli utenti in rete nel 2015? Circa 3 miliardi in tutto il mondo. Quanti ne saranno nel 2020? La stima si aggira attorno ai 7,6 miliardi. Cosa c’entra tutto questo con l’energia elettrica? Qual è il legame tra lo stare comodamente seduti al pc e il consumo di energia a livello mondiale? Semplice. Se da un lato riduciamo le emissioni di CO2 per spostamenti vari (pensiamo ad una bolletta pagata telematicamente), dall’altro aumentiamo l’emissione per il consumo elevato di energia elettrica.

La domanda di energia elettrica aumenta. Soprattutto quella che proviene dal mondo delle ICT (Information and Communication Technology). E aumenta soprattutto la domanda di energie rinnovabili, più economiche della altre. Quali sono le multinazionali più sensibili a questa necessità? E quali i colossi che utilizzano più energia per il proprio business? Ecco spuntare i nomi di Apple, Yahoo, Facebook e Google. Apple usa il 100% di rinnovabili. Seguono a ruota le altre con 73, 49 e 46%. Apple fa un ampio uso di energie rinnovabili grazie al prezzo più basso e quindi più competitivo che da un lato conviene all’azienda di Cupertino e dall’altro conviene alla green-economy mondiale.

La ricerca è stata elaborata da Greenpeace e ci si aspetta che la percentuale di consumo di elettricità a livello globale dovuta all’utilizzo di servizi ICT sfiori il 9% nel 2017.

Ma quali sono i driver che influenzano la crescita della domanda di energia? Il video streaming innanzitutto. Youtube, innanzitutto. Per intenderci, Google che possiede Youtube, ha una domanda di energia più alta di altri operatori. Necessita quindi di maggiore energia per mantere attiva la piattaforma e soddisfare la domanda di intrattenimento video a livello mondiale.

Il futuro di questo settore è fatto di rinnovabili e di carbone. In primis perchè le energie rinnovabili hanno un costo minore e permettono risparmi notevoli alle multinazionali. Quindi una spesa inferiore per i colossi dell’ICT. Dall’altro lato c’è il carbone e le leggi sul carbone. E qualche lobby. Alcune politiche mondiali impediscono infatti l’accesso alle rinnovabili mantenendo il carbone al centro del proprio mix energetico. In alcuni casi sono previsti sovrapprezzi sulle rinnovabili che annullano i risparmi, come è successo in North Carolina, Virginia, Georgia o Taiwan. Il futuro sarà quindi basato su un conflitto di interessi tra chi difenderà e valorizzerà le rinnovabili e chi continuerà a proteggere il carbone, risorsa non rinnovabile ma ancora non esaurita.

A proposito di risparmio, ti va di leggere anche i “5 consigli per risparmiare energia elettrica“?

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