ISRAELE E GLI EQUILIBRI ENERGETICI DELL’OCCIDENTE – Miwa Energia | Fornitura gas ed energia elettrica in Italia
ISRAELE E GLI EQUILIBRI ENERGETICI DELL’OCCIDENTE

I NUOVI GIACIMENTI DI GAS NATURALE DEL MEDIO-ORIENTE

E’una scoperta relativamente recente. Nel 2010 sono stati individuati nuovi giacimenti di gas naturale in Medio Oriente in grado di modificare i sottili equilibri geopolitici nel mondo, almeno quello prossimo all’Occidente. Si tratta delle scoperte di gas a Tamar e Leviathan all’interno delle acquee territoriali israeliane: un quantitativo pari a 25 trilioni di piedi cubi di gas, tali da posizionarli tra i 30 maggiori giacimenti di gas del mondo, più grandi anche dei giacimenti nel Mare del Nord. Equivalgono al consumo di gas di due anni dell’Europa. Lo U.S. Geological Survey stima addirittura che altri 122 trilioni di piedi cubi di gas naturale saranno forse scoperti nel Bacino di Levante, nel Mediterraneo orientale. Tuttavia esiste attualmente un problema tecnico e di mercato per il loro utilizzo. Affinchè il gas naturale dei nuovi giacimenti sia realmente utilizzabile e appetibile è necessario che il prezzo internazionale del petrolio torni ai livelli in cui l’esplorazione era attraente, ovvero 70-80 dollari al barile. Insomma tutto resta legato alla prospettiva dei prezzi delle due materie prime più importanti almondo: petrolio e gas. Prezzi che al momento non sono così promettenti. E nemmeno nel medio termine.

NUOVI GIACIMENTI, NUOVE ALLEANZE MEDIO-ORIENTALI

Nuovi giacimenti di gas naturaleLe aspettative locali in merito all’autosufficienza hanno già innescato una serie di alleanze politiche e accordi sorprendenti tra i paesi della regione. Uno dei patti più esemplificativi è quello tra Grecia e Cipro secondo cui verrà stipulata una partnership trilaterale con l’obbiettivo di promuovere la pace, la stabilità, la sicurezza e la porsperità nell’area mediterranea. L’accordo potrebbe presto comprendere anche un altro paese strategico dell’area: la Turchia. Questa alleanza di nazioni, che finora è stata più incline alla divisione piuttosto che all’integrazione, si basa sul fatto che un approccio congiunto massimizzerà i benefici dello sfruttamento delle ricchezze geologiche condivise. Il progetto è quello della East Med Pipeline, da Israele a Cipro, passando per la Grecia. Con questo gasdotto si potrebbe tresferire la materia prima da Oriente a Occidente verso i mercati europei. Si tratta di un progetto che potrebbe modificare la politica estera tradizionale perchè la Grecia, ad esempio, pur avendo sempre mantenuto stretti contatti con la Palestina sta creando relazioni anche con Israele. Altre iniziative riguardano poi l’approvvigionamento potenziale da Israele alla Turchia. O anche l’approvvigionamento potenziale del gas israeliano e cipriota verso l’Europa attraverso l’utilizzo di impianti egiziani di GNL già esistenti. L’Egitto ha sottoscritto accordi per importare il gas israeliano per riesportarlo verso l’Europa, anche se la scoperta del 2015 del giacimento di gas naturale di Zohr nelle acque egiziane, complica la situazione.

Attualmente i giacimenti di gas di Tamar in Israele sono già operativi per cui potrebbe essere più veloce ed economico costruire un gasdotto verso il terminale di GNL in Egitto piuttosto che sviluppare nuovi impianti. L’alleanza energetica Grecia/Israele/Cipro creerà equilibri o disequilibri? Turchia, Palestina ed Egitto potrebbero sentirsi esclusi creando i presupposti per una allenza “opposta”. Il Mediterraneo orientale potrebbe essere lo spartiacque per un periodo più stabile e produttivo oppure il focolaio di nuove tensioni.

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